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| LA
COOPERATIVA SOCIALE |
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“Lavoro e non solo” è una cooperativa sociale costituita ai sensi della legge 381/91 art. 1 comma B; dal febbraio 2000, gestisce un’azienda agricola su terreni confiscati alla mafia nel territorio di Corleone e Monreale.
L’attuale compagine sociale della cooperativa è composta da 12 soci (di cui 4 cosiddetti svantaggiati L.n. 381/91).
Le professionalità presenti all’interno sono: Agronomo, dott. Commercialista, Operai Agricoli Specializzati, Operatori Sociali.
La cooperativa ha avuto affidati, dal Consorzio Sviluppo e Legalità costituito dai Comuni di: Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirrello e San Giuseppe Jato, 100.00 ha di terreno, di cui 28.00 ha nel territorio di Corleone e 72.00 ha nel territorio di Monreale.
Inoltre i primi di settembre del 2004 la Cooperativa ha avuto affidati dal Comune di Canicattì (AG) altri 19.00 ha di terreno confiscati alle famiglie mafiose del territorio. |
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| ATTIVITA'
AGRICOLA |
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Nei primi anni di attività, la cooperativa ha indirizzato il proprio lavoro finalizzandolo a due obiettivi:
- la costruzione di un gruppo coeso con la consapevolezza non solo che poteva costruirsi una opportunità lavorativa ma soprattutto che poteva contribuire ad un processo di cambiamento di quel territorio;
- bonificare quei terreni incolti e abbandonati da anni e provare a costruire un’ipotesi di sviluppo della cooperativa partendo da quei pochi ettari di terreno a noi affidati (nel 2001 erano 10,50 ha di seminativi) pensando a colture che potessero garantire redditi e opportunità di lavoro per i soci.
Le scelte colturali fatte in questi anni sono state quasi sempre fatte tenendo conto sia delle vocazioni colturali e produttive della zona, sia dalla consistenza dell’azienda agricola (10,50 ha nel 2001, 28,00 ha nel 2002, 36,50 ha nel 2003) e sia dalla quantità degli investimenti economici che la cooperativa era in grado di sostenere.
La ripartizione colturale e le produzioni relative sono le seguenti:
- ha 51,00 di terreno a grano duro, con una produzione di circa 1.300,00 ql, una parte da destinare, insieme al grano prodotto dalla Cooperativa Placido Rizzotto, alla trasformazione in pasta, il resto trasformata in semola rimacinata “Bio” e commercializzata in confezioni da kg 1 con il marchio “Libera Terra”;
- ha 9,00 di terreno a ceci, con una produzione di circa 100,00 ql. La nostra produzione unitamente a quella della Cooperativa Placido Rizzotto viene commercializzata in confezioni da gr 400 con il marchio “Libera Terra”;
- ha 14,00 di terreno a lenticche, con una produzione di circa 150,00 ql. La nostra produzione unitamente a quella della Cooperativa Placido Rizzotto viene commercializzata in confezioni da gr 400 con il marchio “Libera Terra”;
- ha 6,00 impiantati pomodori, destinati sia freschi al mercato locale sia alla trasformazione in passata commercializzata con il marchio “Libera Terra”, con una produzione di circa 100.000 bottiglie da 720 ml;
- ha 4,00 a Ficodindieto, che entrerà in piena produzione nel corso del 2007;
- ha 2,00 a Mandorleto; nel 2006 c’è stata la prima produzione di 7,00 ql, nel corso del 2008 entrerà in piena produzione;
- ha 8.50 a Vigneto, si sta completando il reimpianto per la produzione di uva da vino bianco e rosso di qualità;
- ha 8,50 per la produzione di fieno biologico.
Nel 2004 è stato avviata una collaborazione con il Dipartimento di Agronomia Ambientale e Territoriale della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Palermo, finalizzata allo svolgimento nella nostra azienda di tirocini pratico - applicativi di laureandi del Corso di Laurea in Agricoltura Biologica.
Inoltre relativamente all’ordinamento colturale delle colture erbace (grano e leguminose) la nostra Cooperativa si è avvalsa della consulenza del Prof. Dario Giambalvo, Ordinario di Coltivazioni Erbace Biologiche della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Palermo. |
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| ATTIVITA'
DI INSERIMENTO SOCIALE |
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La Cooperativa “lavoro e non
solo” ha continuato le sue attività
agricole sui terreni confiscati alla mafia nel territorio
di Corleone, nell’intento di rafforzare il
percorso d’inserimento lavorativo dei soggetti
con disagio psichico iniziato nel 2000, consolidando
il rapporto di collaborazione con gli enti del pubblico
e del privato sociale attraverso un lavoro costante
di messa in comune di professionalità, esperienza,
capacità progettuali per la realizzazione
di servizi atti ad accogliere le offerte riabilitative
destinate all’utenza psichiatrica. In questo
contesto, si è inserito il progetto EQUAL
S.O.L.E di cui la Cooperativa rappresenta una maglia
importante della rete di risorse del territorio
palermitano per l’integrazione lavorativa
di questi soggetti che, per il loro “svantaggio”,
sono fuori ed esclusi dalla società ed in
particolar modo dal mondo del lavoro.
Per non rischiare che il lavoro, comunemente inteso
come soddisfacimento del bisogno economico inaridisca
ed azzeri la vita psichica, ribadendo la loro marginalità
ed inibendo il germogliare ed il liberarsi di energie
orientate alla generazione e alla crescita, è
necessario sovrapporre un’elaborazione del
vissuto del lavoro attraverso la costruzione e la
ridefinizione delle relazioni e lo scambio di pensieri.
Il progetto EQUAL S.O.L.E. s’inserisce perfettamente
tra gli obiettivi già sperimentati dalla
nostra cooperativa, cioè sperimentare percorsi
integrati di orientamento, formazione ed inserimento
lavorativo in una logica integrata, partecipata
ed attenta ai bisogni del singolo cittadino, della
famiglia e della comunità.
Due nuovi soggetti vengono inseriti nel gruppo di
lavoro già formato, inserimento mediato soprattutto
dal DSM di Corleone ma anche dal tutor del progetto
EQUAL S.O.L.E. . La Cooperativa con un lavoro costante
e sicuramente non semplice ha dovuto far acquisire
ai nuovi arrivati, e non far perdere al vecchio
gruppo, la consapevolezza che essi non sono portatori
di svantaggio, ma posseggono una diversità
che è ricchezza. Una diversità che,
se riesce a dialogare, può produrre innovazione
e trasformazione. Il dialogo, infatti, è
il momento d’incontro su cui si sinergizzano
i singoli interventi, senza questo modo di lavorare
che è culturale e strutturale il singolo
intervento pur avendo una sua propria validità,
diventa meno efficace.
La scommessa continua ad essere quindi quella di
aiutare in questa operazione di elaborazione della
propria diversità, che per poter diventare
produttiva deve essere accompagnata dall’interiorizzazione
e dalla conoscenza. In questo scambio dinamico il
“malato psichico” è portatore
di una dignità, di un potere, non è
semplicemente colui che fa parte del “sistema
malato” e che deve essere colonizzato.
Lo svantaggiato, grazie agli strumenti, agli stimoli
che la cooperativa gli offre, diventa soggetto centrale
per portare l’innovazione alla propria crescita.
Attraverso il lavoro la vita ricomincia a fluire
e si può dare un’impronta al mondo
esterno, uscendo da una sensazione di non esistenza.
Possiamo dire che in queste situazioni il lavoro
manuale richiede la riattivazione di un lavoro psichico
interiore, un movimento interno orientato dall’esigenza
e dalla prospettiva di lasciare la propria impronta.
Spesso il tentativo di una riattivazione della muscolatura
psichica si suppone possa avvenire attraverso un
lavoro che propone un incontro con le cose “buone”
e che, per lo più, conserva il sapore ed
il senso di adattamento. La rivitalizzazione della
muscolatura psichica richiede invece il contatto
con l’altro, da soli non si può riuscire.
La cooperativa ha permesso questo, proponendosi
come contenitore in cui è stato possibile
sperimentare l’appartenenza ad un gruppo,
ma nello stesso tempo poter vivere momenti di autonomia
e di solitudine.
Tutti gli spazi interstiziali del lavoro (mangiare,
andare e tornare insieme) creano uno spazio di dialogo
e di ascolto, diventano la vita, il fermento esistenziale
che alimenta il lavoro e gli dà senso. Questo
risulta essere l’elemento di forza su cui
la cooperativa si poggia. La condivisione informale
naturalmente offre più spazio alla spontaneità,
ma anche un’organizzazione dell’ascolto
diventa molto importante. Ascolto aperto senza un
intervento ingombrante da parte di chi ascolta,
la possibilità di raccontare l’esperienza
che stanno vivendo è stato un primo passo
per trasformarla da adattiva ed alienante in qualcosa
di personale.
Un altro aspetto importante che è emerso
nel gruppo è stato la “funzione portavoce”.
Ciò che il singolo non riesce ad esprimere
perché non lo ha elaborato o è lontano
dalla sua coscienza, viene detto da qualcun altro.
Si recupera così una certa integrità
personale, per il fatto che qualcun altro ti presta
la propria voce. In questa maniera tutti partecipano,
qualcuno silenziosamente altri invece facendosi
portavoce di istanze e di pensieri in qualche misura
comuni, ma tutti hanno tratto dei benefici attraverso
il confronto e la continua stimolazione. Anche se
è un procedimento lento ha permesso un po’
alla volta di mostrare le risorse e le potenzialità
nascoste di ognuno.
La gruppalità si è articolata in una
dialettica di solidità ed apertura (cioè
del tenere insieme senza schiacciare le singole
soggettività). La cooperativa, per questi
soggetti fluttuanti, è stata sicura come
una casa, ha fornito un punto di riferimento, una
sorta di contenitore solido e semplice che protegge
dalla dispersione e dalla frammentazione del sé.
Il gruppo ha quindi avuto la funzione importante
di contenitore, che tiene insieme il sé e
permette di sentirsi se stessi. |
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| MANIFESTAZIONI
ED EVENTI |
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- Partecipazione a “Terra Futura” organizzata da Banca Popolare Etica
- Partecipazione al “Panel Arci” organizzato da Arci Sicilia
- Partecipazione alla festa provinciale dell’Arci Firenze
- Partecipazione a “Terra Madre” organizzata da Slow Food
- Partecipazione Carovana Nazionale Antimafia
- Partecipazione a “Vesuvia 2004” organizzata da Arci Coordinamento Nolano Vesuviano
- Partecipazione Carovana Nazionale Antimafia
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