CAMPI DI LAVORO Arci, Libera e Fondazione Culturale Banca Etica, in collaborazione con la Regione Toscana promuovono campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, un'iniziativa rivolta ai giovani Toscani tra i 18 e i 30 anni che per l'intero mese di Agosto lavorano a nostro fianco sui terreni confiscati nelle zone di Corleone (Pa), Monreale (Pa) e di Canicattì (Ag).
I campi di lavoro del 2006 sono stati organizzati nel periodo 15 giugno/3 settembre: a Corleone è stata effettuata la raccolta dei pomodori da destinare alla trasformazione in passata e alla trebbiatura del grano e delle lenticchie. A Canicattì si è lavorato per completare l’impianto del nuovo vigneto, estirpato la scorsa estate in occasione dei campi di lavoro del 2005.
Ma non è stato esclusivamente lavoro sul campo: Dopo il lavoro del mattino infatti sono stati organizzati laboratori e incontri di educazione alla legalità; ai seminari e agli incontri hanno partecipato personaggi come Rita Borsellino, Pippo Cipriani, Giovanni Impastato, Salvo Vitale, Alfio Foti, Dino Paternostro, Salvatore Facciponti, giudici, politici e magistrati, che hanno contribuito a far fare un'analisi del fenomeno mafioso e delle molteplici esperienze di riscatto sorte negli ultimi anni.
Durante il campo di lavoro non sono mancati momenti di incontro con altre realtà simili che operano su terreni confiscati, dalla Cooperativa Placido Rizzotto, alla Coop NOE e momenti di riflessione con visite a luoghi simbolici come Rocca Busambra e Portella della Ginestra.
L'esperienza ha avuto tre momenti di attività diversificate: il lavoro agricolo, lo studio e l'incontro con le comunità locali durante momenti di scambio culturale, come ad esempio proiezioni cinematografiche all'aperto: a Racalmuto (Ag) è stata proiettata per la prima volta in piazza i film "Il Fantasma di Corleone".
Questa avventura, che ha visto protagonisti 170 giovani toscani, i ragazzi della Comunità “Il Doccio” di Bientina (PI), i ragazzi dell’Agesci di Messina e i soci dei Circoli Arci di Canicattì e Corleone, è stata condivisa e sostenuta dalla società civile e dalle Istituzioni Locali che rappresentano i cittadini ( Comuni, associazioni, gruppi di volontariato, singoli, sindacati, centri sociali, parrocchie) che ha partecipato inviando direttamente alle cooperative viveri che sono stati consumati durante i periodi dei campi.
Questa iniziativa ha comunicato alla mafia locale e a quanti hanno deciso di "conviverci" che i giovani siciliani hanno l'appoggio dell'Italia viva, legale e solidale.
Quei pacchi in arrivo agli uffici postali di Corleone e Cancattì sono stati la testimonianza che questi giovani siciliani non sono "soli" e sono destinati a vincere.
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